TOTEM SCENE URBANE | I luoghi del teatro

 Dal 20 al 26 settembre Teatro Nucleo apre le porte del Teatro Julio Cortàzar con l’arte di agire: laboratori, seminari e focus incentrati sul teatro negli spazi aperti e sulla creazione e il femminile

Totem Scene Urbane 2021 sarà dedicato a 20 allievi/e che potranno prendere parte a laboratori, seminari e sessioni di lavoro dei progetti europei Women Performing Europe e Riote 3, partenariati strategici Erasmus + che vedono Teatro Nucleo in collaborazione con realtà artistiche internazionali. Inoltre ospiterà gli studi di MadrInscena, il progetto di residenze artistiche dedicato alle madri artiste. Il progetto è parte di Cose Nuove – Progetto di Residenze Artistiche 2021, con il contributo di MiC, Regione Emilia Romagna Assessorato alla Cultura, Comune di Ferrara e parte del programma Artisti nei Territori

Quella del 2021 sarà una nuova edizione sviluppata su sette giorni, per dare maggiore respiro all’incontro tra progettualità sul territorio locale, nazionale e internazionale. 

Tutti i momenti performativi di Totem Scene Urbane 2021 sono da intendere come materiali di studio riservati ai partecipanti al percorso laboratoriale L’Arte di Agire

Laboratori, workshop e seminari con: 

Eugenio Barba e Julia Varley/NORDISKTEATERLABORATORIUM (Danimarca); Shoshin (Romania); UtcaSzAK (Ungheria, Budapest); SINUM (Ungheria); Kud Ljud (Slovenia); Teatro Nucleo (Italia); Protagon e. V. (Germania), Une idée dans l’air (Francia); Take Art Ltd (Regno Unito); TERAZ POLIŻ (Polonia); Simone Pacini/Fattiditeatro; Claudio di Scanno/DrammaTeatro; Alfio e Mattia Antico; Caterina Scotti/Teatro Tascabile; Francesca Mari; Manuela Rossetti; Bruna Braidotti; Augusta Nicoli

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La percezione del corpo, della presenza, dello spazio pubblico, dell’incontro, si sta trasformando in qualcosa che ancora non siamo in grado di decifrare né di interpretare, e questo pone delle domande sul senso stesso dell’atto creativo:  Cosa significa “fare spettacolo” oggi?  Come possiamo e dobbiamo trasformare le pratiche teatrali per stare dentro alla crisi del teatro che questa pandemia ha evidenziato , e che era già iniziata da molti anni? Come colmare la distanza tra il “fenomeno culturale” (l’Evento) e i principi etici sui quali abbiamo costruito la nostra esperienza?  E soprattutto: quali altre domande ha senso porsi? 

Abbiamo sentito l’urgenza di dare vita ad un contesto all’interno del quale le nuove generazioni di artisti possano dialogare con esperienze teatrali di livello internazionale e con un gruppo di giovanissimi spettatori al fine di aprire uno sguardo nuovo sul senso stesso del fare Teatro. Per chi? Perché? Per cosa?

Forse la nostra arte ha anche necessità di prendersi il suo tempo fuori dalle dinamiche di produzione e di “spettacolo”, fuori dai sistemi festivalieri e di vetrina per pensarsi e strutturarsi in maniera nuovamente dialettica con la società. Affondare con tutto il corpo nelle idee che permeano l’agire teatrale, respirarle e se necessario ripensarle, metterle in discussione,  rifondarle. 

Bisogna proteggere i luoghi del teatro, ristrutturarli dalle fondamenta, capire che non sono più scontati come immaginavamo.

Il luogo del corpo, il luogo dello studio, il luogo dell’incontro, il luogo delle diversità, il luogo dell’energia, il luogo dell’identità, il luogo dei giovani, il luogo dell’esperienza, il luogo dell’amore e della spiritualità.

Gramsci diceva : “Sapere. Fare. Saper fare. Far sapere”.  

Ci piace immaginare il Totem di quest’anno come una festa delle pratiche, una oasi pedagogica in cui plasmare l’arte del proprio agire.

Teatro Nucleo

Un po’ di storia

Totem nasce nel 2012 dall’idea di condividere con la comunità e il territorio un pensiero che caratterizza il lavoro artistico di Teatro Nucleo da oltre quarant’anni. Lo spazio che dal 2005 ci accoglie, il Teatro Julio Cortàzar, si affaccia sul Parco Tito Salomoni. Cuore del parco sono le rovine della vecchia Pontelagoscuro, piccola località di origine rinascimentale che si affacciava sul fiume Po e che proprio qui aveva il suo centro storico. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu raso completamente al suolo ed è stata ricostruita 1 km più in là, l’odierna “Ponte Nuovo”. 

Apriamo le porte del teatro per condividere il nostro lavoro con non-spettatori resi spettatori, con le persone che abitano qui oggi e che ci abitavano ieri, rendendoli partecipi della nostra progettualità, dove si incrociano un intenso lavoro produttivo, residenze artistiche multidisciplinari, progetti europei, laboratori teatrali per tutte le età.
Totem è quindi un momento di festa ma anche di riflessione profonda sul senso del teatro e dell’arte in forte connessione con il territorio, per contrastare l’isolamento culturale che contraddistingue questa che oggi è una periferia. I solchi lasciati dalle bombe sono stati colmati ma le ferite non si potranno mai rimarginare se non attraverso un persistente lavoro che intrecci memoria storica e ricerca della bellezza.

Il teatro e le performing arts in Totem Scene Urbane offrono un punto di vista privilegiato di osservazione e di azione, con interventi che si svolgono negli spazi aperti, in strade e piazze, che si rivolgono in particolare a non-spettatori resi spettatori, secondo l’intento che da quarant’anni guida l’agire di Teatro Nucleo. Le proposte di Totem Scene Urbane sono pensate per coinvolgere le diverse le generazioni, a partire dai più giovani, cui sono dedicati percorsi laboratoriali e spettacoli multidisciplinari, che permettono una fruizione ampia e agevole, aperta a tutta la cittadinanza.